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Percorso iniziato nel lontano 1939 quando l’Associazione “Pro Gubbio"
lanciò il primo numero in occasione della Festa dei Ceri. Fu stampato
dalla Tipografia Eugubina.
L’anno successivo fu inspiegabilmente abbandonata la testata a favore de
“Il Ceraiolo”. Di “Via ch’eccoli” non se ne parlò più per 35 anni.
Fu Pietrangelo Farneti “Pacio” a riproporlo, la testata fu “Via
ch’eccoli…..i santantoniari”.
Negli anni 1977, ’78, ’79 fu rilanciato a forma di cero, campanone,
fazzolettone.
Nel 1979 però per una battuta poco gradita la Famiglia dei Santantoniari
fu costretta a non pubblicarlo. Sembrava conclusa la bella iniziativa.
Nel 1981, su consiglio di Pietrangelo Farneti, l’iniziativa venne
ripresa dal Professore Adolfo Barbi che lo pensò come “giornaletto”
riprendendo l’originale testata. Tanti collaborarono alla rinascita di
questo periodico.
Nel 1983 Tito Mazzacrelli e Giancarlo Bellucci “Carlinga”, in qualità di
consiglieri della Famiglia dei Santubaldari, fecero la proposta di far
entrare nella redazione del “Via ch’eccoli” componenti delle altre due
Famiglie. La Famiglia dei Santantoniari accettò la proposta;l’anno
successivo anche l’Università dei Muratori entrò a far parte del
comitato.
Furono anni difficili e pieni di sacrifici e piano piano passò di
successo in successo fino ad una distribuzione di 2300 copie,punta mai
raggiunta da nessun periodico locale.
Diventò in breve tempo
PERIODICO
DI TUTTI
I CERAIOLI.
Nel 1992 venne arricchito con un inserto “La vita di S.Ubaldo”. Questa
iniziativa venne poi mantenuta anche negli anni successivi con una serie
di inserti (“La storia della Festa dei Ceri dal 1881 al 1940”),
descrizioni delle feste alle quali parteciparono Herbert M. Bower
(1896-97)e Laura Mc Cracker (1904-05)
Nel 1994 la redazione lanciò anche “Via Ch’eccoli…i piccoli”.
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